Ti manca l’energia?  Non riesci a perdere peso pur facendo le cose super corrette? A volte non è per quello che mangi, ma è per come reagisce il tuo corpo a quello che mangi.

Capitolo spinoso e molto vasto quello dell’infiammazione da cibo, cercherò di portarvi il mio soggettivo parere elaborato dopo aver acquisito alcune informazioni scientifiche.

Che cos’è l’infiammazione

Il termine infiammazione esprime l’insieme delle modificazione che si verificano in un distretto dell’organismo colpito da un danno per innescare la risoluzione del danno stesso. Dopo il danno si attiva un processo a cascata con liberazione di citochine e cellule del sistema immunitario che consente di scatenare una reazione per riparare il danno. Può essere acuta se il problema si risolve o cronica se la fase iniziale non si spegne con conseguente danno ai tessuti circostanti.

E l’infiammazione da cibo?

L’infiammazione da cibo è un capitolo aperto da poco tempo nello scenario della medicina, ancora non risolto, secondo me da non sottovalutare. E’ stato dimostrato che il cibo è in grado di portare ad una infiammazione a bassa intensità che se non capita può aggravarsi e portare a serie conseguenze.

A cosa è correlata

Inizialmente l’infiammazione da cibo interessa l’intestino, ma  poi comporta un’ aumento della permeabilità alle tossine e potrebbe scatenare delle reazioni anche autoimmunitarie. I sintomi iniziali saranno da ricercare nella semplice stanchezza ricorrente, sonnolenza, stati depressivi, gonfiori addominali, gonfiori generali, reflusso gastrico, aumento del peso, “intolleranze alimentari”, a lungo andare le conseguenze possono essere vastissime. Quindi non parliamo solo di aumento di peso.

In questo periodo di infiammazione silente possiamo avere uno squilibrio tra la produzione di prostaglandine proinfiammatorie e infiammatorie a favore delle proinfiammatorie.

Inoltre, vengono prodotte delle citochine una delle quali si chiama BAFF (B Cell Activating Factor). Spieghiamo che cos’è questa molecola che appartiene alla famiglia del TNF . E’ una proteina trasmembrana, prodotta dai linfociti, macrofagi, monociti, cellule dendtritiche che promuove la sopravvivenza e la crescita delle cellule B,  nel 2009 Kim  ha confermato che BAFF è un’adipochina che lega infiammazione ad obesità e che è stata definita nel 2013 un modulatore e regolatore delle adipochine, in grado di collegare la cellula adiposa con i macrofagi, le cellule dell’immunità.  Le adipochine sono delle sostanze prodotte dal tessuto adiposo e vengono definite come modulatori della funzionalità di organi distanti come il fegato, il muscolo scheletrico o il cervello, in grado di regolare immunità ed infiammazione; il tessuto adiposo è, infatti, considerato da qualche tempo un vero e proprio organo endocrino.

Il problema sussuste quando BAFF e altre citochne come PAF (Platelet Activating Factor) vengono prodotte in elevate quantità, sono sregolate, ecco che insorge l’infiammazione da cibo e questo avviene soprattutto quando si mangiano sempre gli stessi cibi. Ci sono molte persone che presentano infiammazione da cibo, chiamate anche allergie ritardate, reazioni immunologiche da cibo, via alternativa all’allergia e qui vorrei aprire una breve parentesi, perchè c’è molta confusione a tel riguardo.

ALLERGIA O INFIAMMAZIONE DA CIBO O INTOLLERANZA?

Sono tre paragrafi diversi, spesso confusi tra loro, che comunque possono coesistere insieme, semplificando: l’allergia è mediata dalle IgE con produzione di istamina, il cibo in questione dev’essere allontanato dalla dieta, mentre l’ infiammazione da cibo, detta anche ipersensibilità alimentare ritardata, è quella che vede il segnale dato dalle citochine BAFF e PAF ed il coinvolgimento di IgG dei grandi gruppi alimentari e può essere rieducato alla tolleranza.

La confusione deriva dal termine Intolleranza, ancor oggi parliamo di INTOLLERANZA AL LATTOSIO per quelle persone che non sono in grado di digerire il lattosio, anche se non è un fenomeno infiammatorio, nè una reazione immunitaria. Infatti, queste persone sono in grado di bere del latte delattosato o formaggi stagionati e se prendono il giusto enzima hanno risolto il problema. Diversa è la situazione di una persona che è ALLERGICA ALLE PROTEINE DEL LATTE ovvero presenta una reazione immunitaria alle proteine del latte mediata dalle IgE  che se continua a mangiare i formaggi stagionati continuerà ad avere il mal di testa o la colite o altro. Diversa ancora è la SENSIBILITA’ ALLE PROTEINE DEL LATTE , fenomeno infiammatorio da cibo, che può essere diagnosticato da persone competenti per esclusione dei primi due.

Altro esempio è quello che viene comunemente chiamata INTOLLERANZA AL GLUTINE non celiaca, ampiamente diffusa tra la popolazione, questo è un fenomeno infiammatorio, una reazione immunologica ritardata, un’infiammazione da cibo, con produzione di IgA e IgG anti gladina. Mentre è ben lontana dall’ALLERGIA AL FRUMENTO che è mediata dalle IgE e dalla liberazione dell’istamina.  E ancora ben lontana dalla CELIACHIA che è una malattia a predisposizione genetica, che prevede il completo allontanamento del glutine.

Dopo questa parentesi vorrei ritornare al concetto dell’infiammazione da cibo e mi sembra chiaro che una dieta che tenga in considerazione i fenomeni di infiammazione da cibo predisponga verso il recupero del peso forma, riducendo la massa grassa.

Come scoprire se sei in questo stato di infiammazione silente

Esistono dei test, uno dei quali è ben spiegato nel sito EUROSALUS che si occupa di intolleranza da cibo, ovviamente chiedete sempre al vostro medico che vi darà corrette informazioni.

Come fare per prevenirla

Stai attento al rapporto omega6/omega3, te lo dico già uno dei modi migliori in assoluto è aggiungere gli Omega 3 più che star attenta ad indrodurre meno Omega 6

Ruota i cibi più che ti è possibile, non mangiare sempre le stesse cose, inserisci dei prodotti nuovi che hai mangiato in passato, ma che poi hai dimenticato. Questo sfavorirà l’eccesso di alcuni nutrienti rispetto ad altri. Lo so che non è semplice, ma sarà molto piacevole, proprio per questo è il caso di mettersi d’impegno e cercare l’organizzazione giornaliera.

Esistono degli antiinfiammatori naturali, come la Curcuma, la Boswellia, l’Olio di ribes nero.

I probiotici e gli enzimi digestivi possono aiutarti nella digestione di alcuni alimenti che ti possono scatenare infiammazione.

Puoi integrare minerali come Manganese, Rame e Zinco che  riducono l’infiammazione e aumentano il livello di soglia, inducendo tolleranza nell’organismo.

Cambia il tuo stile di vita: inserisci una valvola di sfogo,un’attività fisica regolare e non massacrante ti aiuterà; mettiti nella condizione di produrre meno insulina e meno cortisolo ovvero mangia meno dolci e fai più riposo.